Patologie Palpebrali

Gli occhi dei mammiferi sono protetti da due palpebre esterne, una superiore ed una inferiore, e dalla terza palpebra o membrana nittitante. Quest’ultima è situata nell’angolo interno dell’apertura palpebrale e scorre sulla superficie oculare ogni volta che l’animale tira indietro l’occhio, movimento permesso da un muscolo particolare non presente nella specie umana: il muscolo retrattore del bulbo.

Oltre alla funzione vera e propria di difesa meccanica dell’occhio, le palpebre svolgono l’importante funzione di contribuire alla formazione di alcune componenti delle lacrime e di distribuirle sulla superficie oculare. Ne limitano inoltre l’evaporazione.

Nel cane l’infinità di razze selezionate dall’uomo ha comportato spesso un notevole allontanamento dalla conformazione originale, fisiologicamente favorevole, del cugino lupo, con la comparsa di gravi difetti all’interno di molte razze.

Queste problematiche, se non corrette per tempo, portano a volte a conseguenze drammatiche, perfino alla cecità.  Le patologie di più comune riscontro sono:

ENTROPION

Si verifica quando il bordo palpebrale si arrotola tutto o in parte verso l’occhio. I peli della pelle strusciano sulla superficie dell’occhio ulcerandola o determinando la formazione di opacità e  la deposizione di pigmento. E’ una patologia molto dolorosa che si manifesta con lacrimazione intensa, blefarospasmo, abbattimento.

Si instaura spesso un circolo vizioso per il quale il dolore fa sì che l’animale, strizzando  l’occhio, peggiori la malattia corneale.

Chow-chow, Shar Pei, Bulldog Inglese, Labrador Retriever, Golden Retriever, Rottweiler, Cane Corso sono le razze più frequentemente colpite.

In molte razze giganti (Mastino Napoletano, Alano, Bloodhound, Dog de Bordeaux, Terranova) spesso le palpebre sono troppo lunghe e tendono perciò a rigirarsi in parte verso l’interno in parte verso l’esterno (occhio a diamante). Le grandi e pesanti pliche facciali che caratterizzano questi cani rendono la chirurgia correttiva particolarmente delicata e impegnativa. A volte, per ottenere un risultato soddisfacente e duraturo, oltre alla correzione delle palpebre, è necessario anche asportare un lembo di cute tra le orecchie (ritidectomia).

Nei cuccioli di Shar Pei spesso è possibile ovviare al problema “mettendo in piega” le palpebre con delle suture e lasciandole per 2/3 mesi (tacking). Questo procedura, che ovviamente deve essere effettuata in anestesia generale, può risolvere la patologia senza bisogno di ricorrere a successivi interventi di blefaroplastica.

Anche alcune razze di gatti possono essere affetti da entropion della palpebra inferiore, patologia che a volte non risparmia nemmeno il gatto comune europeo.

MACROBLEFARON  

Molti cani brachicefali (Carlini, Pechinesi, Shih Tzu) possono presentare nel corso degli anni gravi problemi corneali. Questo delicato tessuto ha bisogno di essere protetto e nutrito dalle lacrime in maniera costante ed adeguata. In queste razze la scarsa profondità dell’orbita e la grande apertura palpebrale, fanno sì che l’occhio sporga eccessivamente. Inoltre, sempre per la particolare conformazione, la parte nasale della palpebra inferiore è arrotolata verso l’occhio (entropion nasale) determinando lo sfregamento dei peli contro la cornea. Tutto questo può portare a gravi ulcerazioni corneali o, ancora peggio a progressive pigmentazioni della cornea stessa. Queste ultime negli anni invadono tutta la superficie, provocando cecità irreversibile. Nei casi indicati conviene quindi sottoporre il cane ad un intervento di plastica (cantoplastica mediale) che corregge questi difetti prevenendone le conseguenze. E’ consigliabile eseguire questo intervento durante i primi anni di vita del cane, prima che si instaurino le suddette alterazioni.

ECTROPION

Colpisce solo la palpebra inferiore che, sempre a causa dell’eccessiva lunghezza, si apre verso l’esterno. Ne sono affette molte razze di cani tra cui il Boxer e il Cocker.

DISTICHIE

Ciglia che crescono sul margine delle palpebre determinando lacrimazione eccessiva e a volte ulcere corneali. Se fastidiose si possono togliere mediante elettrolisi o crioterapia.

CIGLIA ECTOPICHE

Può capitare che un animale giovane presenti epifora resistente a qualsiasi trattamento, blefarospasmo e piccole erosioni superficiali. A volte questi disturbi sono dati da un o più ciglia che spuntano dalla congiuntiva palpebrale. Per risolvere il problema l’unica soluzione è l’asportazione chirurgica del/ delle ciglia, compresa la loro radice.

Tutte queste patologie sono spesso presenti negli animali sin da quando sono cuccioli e, tranne nei casi lievi, è consigliabile la loro correzione appena vengono diagnosticate.

La plastica effettuata da un chirurgo esperto sarà generalmente appropriata anche ad accrescimento terminato.

Alcune volte invece la maggior lassità dei tessuti e l’atrofia dei muscoli della testa ne può determinare la comparsa anche negli animali anziani. Anche in questo caso esistono tecniche chirurgiche specifiche in grado di assicurare un risultato soddisfacente e una qualità di vita decisamente migliore.

CHERRY EYE

Significa occhio a ciliegia: questa patologia, che colpisce il cane e molto raramente il gatto, deve il suo nome al particolare aspetto che assume la ghiandola lacrimale della terza palpebra quando si ingrossa e compare al di sopra del margine della membrana nittitante. In qualche animale il problema è lieve e il padrone riesce a riposizionarla manualmente ogni volta che salta fuori (in genere dopo uno sforzo), ma il più delle volte la ghiandola, rimanendo in una posizione non fisiologica, si altera e diventa troppo grande per poter tornare a posto.

Nonostante che l’intervento di asportazione sia semplice e veloce è parere universale che eseguirlo, tranne pochissimi casi selezionati, sia controindicato. Infatti la cheratocongiuntivite secca che ne può conseguire può essere molto grave e difficilmente controllabile.

Esistono tre diverse tecniche chirurgiche per il suo riposizionamento.

Purtroppo le recidive sono possibili a prescindere dalla tecnica impiegata. Il chirurgo eseguirà comunque l’intervento nella maniera a lui più congeniale, o più congeniale alla razza a cui appartiene il cane che deve operare.

EVERSIONE DELLA CARTILAGINE DELLA TERZA PALPEBRA

 
La terza palpebra è formata da una cartilagine a forma di T e da congiuntiva che la riveste.

Nelle razze giganti (Alano, Mastino Napoletano, Cane Corso) questa cartilagine si può deformare determinando fenomeni infiammatori cronici. Il rimedio è solo di tipo chirurgico.

TUMORI  DELLE  PALPEBRE 

I cani possono presentare piccole masse, il più delle volte vicino al margine palpebrale. Molti di questi tumori sono benigni, tuttavia essi col tempo tendono a diventare abbastanza grandi e a sanguinare. Conviene quindi asportare queste neoplasia quando sono ancora piccole, poiché una volta che hanno raggiunto una certa dimensione, la chirurgia ricostruttiva della palpebra potrà essere alquanto complessa.

Nel gatto e nel cavallo i tumori delle palpebre sono molto più rari, ma purtroppo spesso sono maligni.
In questi animali è quindi ancor più consigliabile una pronta asportazione della neoformazione appena viene rilevata.
Dopo l’intervento i cani e i gatti dovranno tenere il collare elisabettiano 10/15 giorni.
Durante la prima settimana dovranno fare una terapia antibiotica locale (sotto forma in genere di pomate oftalmiche somministrate 3 volte al giorno) e generale.
A seconda dei casi inoltre potrebbe essere consigliata una terapia antinfiammatoria e/o antidolorifica. Salvo rari casi non vengono usate suture riassorbibili (“che cascano da sole”) che causano in genere una reazione infiammatoria non desiderabile. I punti vengono quindi tolti dopo una decina di giorni, alcune volte coll’ausilio di una breve sedazione.